gioco d'azzardo

Il campo delle dipendenze patologiche appare oggi molto più variegato ed eterogeneo, e sebbene le dipendenze principali e maggiormente conosciute siano state fino a pochi decenni fa quelle inerenti alle droghe e all'alcool, oggi più che mai è vivo l'interesse per un altro gruppo di dipendenze, quelle cioè legate ad oggetti o comportamenti presenti nella vita quotidiana di tutti e socialmente accettate.
La dipendenza da Internet, la Sindrome da Shopping Compulsivo, il Gioco d'Azzardo Patologico, la Dipendenza Affettiva si inseriscono tutte nel fenomeno delle Dipendenze Comportamentali (o New Addictions) il quale comprende quelle nuove forme di dipendenza le quali non hanno nulla a che vedere con l'abuso di sostanze.

La dipendenza patologica si configura come una forma morbosa determinata dall'abuso distorto di un oggetto o di un comportamento, è un esperienza caratterizzata dal bisogno e da una ricerca continua ed irrefrenabile, diversa dal concedersi qualche acquisto azzardato durante un pomeriggio di shopping, dall'acquisto speranzoso di biglietti della Lotteria e di Gratta e Vinci o da un utilizzo eccessivo di Internet e PC. Ciò che permette di distinguere la dipendenza patologica da un "uso smodato" è quindi un intenso desiderio di ottenere l'oggetto in questione, accompagnato da un'altrettanto intensa sofferenza nel caso che questo non avvenga, assumendo le stesse caratteristiche della crisi d'astinenza. Un forte stato di tensione positiva, di benessere e alti livelli di adrenalina accompagna il soggetto nell'ottenimento dell'oggetto del desiderio che ben presto però si tramuta e alimenta senso di colpa e di vergogna, per le conseguenze economiche che ne derivano. Trattandosi di attività comunemente svolte, ma non limitate a uno specifico lasso di tempo e somme di denaro, è molto difficile rintracciare le note patologiche e diagnosticare tale condizione, se non a uno stadio avanzato, quando il disagio psicologico, familiare ed economico e le interferenze nella vita quotidiana del soggetto sono ormai incontrollabili.

Il fenomeno che in questo momento storico e sociale sembra destare maggiormente attenzione, con particolare evidenza sul nostro territorio, è il Gioco d'Azzardo Patologico, vedendo nelle statistiche dell'Eurispes gli adolescenti pugliesi come maggiori fruitori di lotterie e slot machine. Numeri alla mano, su scala nazionale, sembrerebbe che il 50% degli italiani consideri il gioco d'azzardo un vizio, mentre il 25% un modo di "rovinarsi", per il 11,4% si rivela un divertimento, per il 7% un lusso e soltanto il 4,3% lo considererebbe un modo per arricchirsi facilmente.
"Ero come in preda alla febbre; spostai quel mucchio di denaro sul rosso e a un tratto tornai in me! Con orrore sentii e compresi immediatamente che cosa avrebbe significato ora per me perdere! Era in gioco tutta la mia vita" sono le parole di Fëdor Dostoevskij nel suo libro "Il Giocatore".
Le tipologie di approccio al gioco d'azzardo sono molteplici: ad esempio per il Giocatore sociale adeguato il gioco si rivela un passatempo attraverso il quale socializzare e divertirsi e non interferisce con la sua normale vita familiare o lavorativa mentre il Giocatore inadeguato (senza sindrome da dipendenza) gioca per alleviare sensazioni quali ansietà, rabbia, noia o solitudine e il gioco diviene per lui una via di fuga e un calmante nel momento di crisi. Il Giocatore sociale costante vive il gioco d'azzardo come fonte di divertimento, ponendolo però al primo posto rispetto alle altre componenti quali lavoro e/o famiglia; l'aspetto positivo è che questa tipologia di giocatore mantiene il controllo sulle attività di gioco che, anche se presenti in modo predominante, non raggiungono mai il livello di un comportamento patologico. Il Giocatore compulsivo (con sindrome da dipendenza) non riesce a smettere di giocare e al di là del fatto che desideri smettere e faccia diversi tentativi, il gioco resta un aspetto centrale della sua vita: in questa situazione il gioco influisce infatti sulle azioni, sulle decisioni, sui comportamenti e sulle relazioni sociali della persona resa ormai schiava della dipendenza e con gravi problemi di auto-controllo. Lo stato mentale di un giocatore patologico è pertanto estremamente diverso da quello di un giocatore anche assiduo, ma non patologico, e si caratterizza per il raggiungimento di uno stato simile a quello dell'ebrezza, con una modificazione della percezione temporale (rallentamento o perfino blocco del tempo) e uno stato alterato di coscienza dove il soggetto è completamente assorbiti a scapito di tutto il resto che lo circonda, fino ad uno stato di estasi ipnotica. Talvolta questa condizione della mente è favorita da un reale consumo di alcolici o di altre sostanze, associato al gioco, che alimenta la perdita di controllo della propria condotta.
A tutela e a sostegno dei cittadini vengono attivate sul territorio campagne di informazione e di sensibilizzazione sui danni derivanti dalla dipendenza da gioco, monitoraggi nelle scuole per rilevare situazioni di disagio economico, attività per il supporto psicologico e di mediazione familiare nonché di consulenza legale per contrastare il rischio di usura, al fine di ridurre questo fenomeno in costante ascesa.