Basta Compiti

L'AIMO sostiene la Campagna Nazionale "Basta Compiti", l'iniziativa lanciata da un pedagogista e direttore scolastico di un comprensivo di Genova, che sta raccogliendo molte adesioni e sta divenendo fonte di un dibattito che speriamo presto si sposti in parlamento.

Gli studenti italiani, com'è noto, lo dice l'Ocse, hanno il maggior carico al mondo di "studio a casa". Nove ore di compiti a settimana contro una media di poco più di quattro ore. 

E sempre più spesso, maestri e professori in affanno, chiedono chiaramente ai genitori di supportare bambini e ragazzi, in una sorta di "doposcuola" casalingo. Facebook conta ormai migliaia di iscritti il movimento "Basta compiti", mentre uno studio americano ormai famoso, dal titolo "La bussola rotta", sul coinvolgimento parentale nell'educazione dei bambini, ha dimostrato quanto la troppa presenza dei genitori nello studio dei figli, porti alla fine a risultati negativi sul rendimento scolastico.

Secondo Lucilla Musatti insegnante elementare di grande esperienza e notevole fama, autrice di più saggi, tra cui "I disturbi dello sviluppo. Bambini, genitori, insegnanti", scritto insieme a Bruna Mazzoncini. "Il punto non è se aiutare o meno i propri figli nello studio, il punto è che ai bambini dovrebbero essere assegnati soltanto compiti che sono in grado di fare da soli. È uno dei cardini della didattica. il compito acquista un senso soltanto se differenziato secondo le reali possibilità del bambino, cosa impossibile per l'organizzazione scolastica italiana.

una inutile tortura per il movimento "Basta compiti", tremila iscritti, tra cui insegnanti,pedagogisti, scrittori, associazioni lanciato dal dirigente scolastico Maurizio Parodi. "Purtroppo, la nostra bassa posizione nella classifica Ocse, dimostra che non si conquistano punteggi eccellenti semplicemente caricando di compiti i ragazzi. Anzi questi non servono a nulla. È nelle ore di scuola che si deve imparare, non a casa costringendo i genitori a sostituirsi ai prof. Con la conseguenza che chi ha una madre o un padre in grado di assisterlo nei compiti riesce a farcela, gli altri abbandonano".


"La scuola non chiede ma impone agli adulti di aiutare i figli nello studio. È uno scarico di responsabilità. Non è una condivisione. Ormai è dimostrato che i compiti a casa sono una delle maggiori fonti di conflitto tra grandi e piccoli. Che senso ha? Come diceva Gianni Rodari non si può imparare piangendo, altrimenti non si impara nulla".

Le principali motivazioni della campagna basta Compiti

sono inutili: le nozioni ingurgitate attraverso lo studio domestico per essere rigettate a comando (interrogazioni, verifiche...) hanno durata brevissima: non "insegnano", non lasciano il "segno"; dopo pochi mesi restano solo labili tracce della faticosa applicazione;
sono dannosi: procurano disagi, sofferenze soprattutto agli studenti già in difficoltà, suscitando odio per la scuola e repulsione per la cultura, oltre alla certezza, per molti studenti “diversamente dotati”, della propria «naturale» inabilità allo studio;
sono discriminanti: avvantaggiano gli studenti avvantaggiati, quelli che hanno genitori premurosi e istruiti, e penalizzano chi vive in ambienti deprivati, aggravando, anziché “compensare”, l'ingiustizia già sofferta;
sono prevaricanti: ledono il “diritto al riposo e allo svago” (sancito dall’Articolo 24 della dichiarazione dei diritti dell’uomo) riconosciuto a tutti i lavoratori - e quello scolastico è un lavoro oneroso e spesso alienante: si danno anche nelle classi a tempo pieno, dopo 8 ore di scuola, persino nei week end e “per le vacanze”;
sono impropri: costringono i genitori a sostituire i docenti; senza averne le competenze professionali, nel compito più importante, quello di insegnare a imparare (spesso devono sostituire anche i figli, facendo loro i compiti a casa);
sono limitanti: lo svolgimento di fondamentali attività formative (che la scuola non offre: musica, sport...), oltre gli orari delle lezioni, che richiedono tempo, energie, impegno, esercizio, sono limitate o impedite dai compiti a casa;
sono stressanti: molta parte dei conflitti, dei litigi (le urla, i pianti, le punizioni...) che avvengono tra genitori e figli riguardano lo svolgimento, meglio il tardivo o il mancato svolgimento dei compiti; quando sarebbe invece essenziale disporre di tempo libero da trascorrere insieme, serenamente;
sono malsani: portare ogni giorno zaini pesantissimi, colmi di quadernoni e libri di testo, è nocivo per la salute, per l'integrità fisica soprattutto dei più piccoli, come dimostrato da numerose ricerche mediche.
Dalla Carta internazionale dei diritti dell’infanzia, art 31: “Gli Stati membri riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età…”

Maurizio Parodi – Gruppo Facebook “Basta compiti!”

ASSOCIAZIONI

Coordinamento Genitori Democratici - CGD

Fondazione Montessori

Associazione GiocOvunque

Azione Sindrome di Tourette - Siamo in tanti

Relessica

Attento a te

Associazione Crescere

Centro Diaconale "La Noce" - Istituto Valdese

Apprendimento Nuova Definizione - HAND

Associazione Manes

L'Asilo nel bosco

AUTORITA'

Giovanna Giuffredi - Psicologa, Scrittrice e Giornalista

Alessandro Lumare - Autore di libri illustrati e Atelierista

Angela Nava Mambretti - Presidente del CGD

Marco Vinicio Masoni - Psicologo e Psicoterapeuta

Daniele Novara - Pedagogista e Scrittore

Francesco Tonucci - Ricercatore CNR, Scrittore, Vignettista (Frato)

Paolo Ferri - Professore all'Università "Bocconi" di Milano

Elena Motti - Professore all'Università di Parma

Marco Isopi - Professore all'Università "La Sapienza", di Roma.

Cristina Zucchermaglio - Professore all'Università "La Sapienza" di Roma

Sigrid Loos - Pedagogista, Scrittrice